Ogni giorno milioni di lavoratori, in Italia e nel mondo, viaggiano e si spostano dal luogo dove vivono a quello dove lavorano e viceversa: queste persone sono dette Pendolari.
Il nome prende origine da quello di un treno, il famoso Pendolino, che oggi è dismesso ma che è ancora vivo nel ricordo dei tanti lavoratori che conducono la vita da pendolari. Quel treno era un convoglio, attivo soprattutto nelle ore di punta, che si spostava verso le maggiori città dai piccoli centri del circondario.
Ancora oggi molti pendolari si spostano in treno, infatti il trasporto ferroviario è il mezzo di trasporto più utilizzato dai pendolari nel nostro paese.
Altri pendolari utilizzano mezzi di trasporto propri come auto o moto, e di recente sta prendendo piede un nuovo utilizzo di questi mezzi, più orientato al risparmio e all'attenzione per l'ambiente: il cosiddetto car sharing o car pooling, cioè la condivisione del mezzo tra più persone che percorrono lo stesso tragitto.
La maggioranza dei pendolari si sposta però in treno, un mezzo di trasporto sicuramente economico, comodo e relativamente rapido, che però presenta grandi svantaggi dovuti soprattutto al cattivo stato dei treni e ad un'organizzazione quanto meno discutibile da parte delle Ferrovie dello Stato (Trenitalia).
I maggiori disagi per chi viaggia in treno sono infatti imputabili a ritardi e soppressioni, treni sporchi e sovraffollati al limite della sopportazione umana, ed al costo dei biglietti e degli abbonamenti ferroviari che - seppure siano tra i più bassi d'Europa in termini assoluti - sono decisamente sproporzionati rispetto alla qualità del servizio offerto.
Per salvaguardare e difendere i diritti dei pendolari sono nate diverse associazioni dei pendolari, le più famose delle quali sono il Comitato Pendolari Bergamaschi e l'Associazione Pendolari Piacenza.
Oltre ad auto, moto e treni, molti pendolari usano la metropolitana (nelle città dove questa è disponibile) ed i mezzi di trasporto pubblico su ruota (autobus e corriere).
Come si vive da pendolare?
Chi sceglie di lavorare spostandosi da una città all'altra, sa che dovrà mettere in conto diversi svantaggi: il più importante di questi è senz'altro la perdita di tempo, tempo che ogni giorno se ne va in spostamenti e pause pranzo (che non possono, per ovvi motivi, essere consumati a casa). Ma vi sono anche altri punti critici, come lo stress dovuto ai disagi già citati dovuti ai mezzi pubblici (e, per chi viaggia in auto, lo stress del traffico è ancora maggiore).
I pendolari hanno però il vantaggio di poter continuare a vivere nella propria casa e nella propria città, il che spesso significa risparmiare cifre anche importanti sull'affitto di un'abitazione nei grossi centri urbani.
Una volta che si è deciso di affrontare il pendolarismo come stile di vita e di lavoro, molti pendolari si fanno furbi ed approfittano del tempo che devono trascorrere sui mezzi per fare le cose più disparate: leggere libri, lavorare, ascoltare musica, dormire, socializzare con altri pendolari... dal momento che si passano tante ore a contatto ogni giorno infatti, non è raro che nascano sui treni gruppi di veri e propri amici molto coesi, e in qualche caso anche storie d'amore.
Per alcuni la vita da pendolare è così importante e particolare che decidono di raccontarla: su internet infatti si trovano già diversi blog di pendolari, nati per raccontare le vicende e le avventure di questa categoria di persone forse un po' bistrattata, ma senza la quale molte aziende non avrebbero la forza lavoro sufficiente per perseguire i propri obiettivi.
Viva i lavoratori pendolari, dunque!